Archivio Pagina 2

15
set
08

Misure drastiche

Ho deciso di stare un mese senza alcolici. È un esempio delle mie capacità diplomatiche: tutto o niente.

Il fatto è che questo fine settimana ho esagerato. Due feste di compleanno, l’inaugurazione di una galleria, vino gratis e tequila da Andre… Tutto fantastico, finché domenica sera mi sono accorto che indossavo lo stesso paio di boxer da venerdì. Dovevo fare qualcosa.

Dovrete essere comprensivi con me, vi avverto. Non so come potrò reagire. Potrei diventare irritabile, teso, depresso o chissà cosa. Il mio allenatore sostiene che dovrei sentirmi più forte, più in forma e più felice, ma lui cosa ne sa? Negli ultimi dieci anni si è talmente pompato a forza di steroidi che il suo cervello è diventato più piccolo di una nocciolina.

Ok, ecco il primo sintomo di irritabilità.

Sarà un mese molto lungo.

30
ago
08

Piaceri colpevoli

Oggi ho fatto qualcosa di brutto. Sono un essere umano colpevole: ho distrutto una piccola parte di pianeta. Ho comprato un quotidiano.

Ve li ricordate? Quegli oggetti grossi, sporchi e coperti di inchiostro che non sapevate dove mettere quando tornavate a casa? Beh, esistono ancora.

Nonostante sia un fine settimana, mi sono svegliato presto, così ho pensato di passare un po’ di tempo sfogliando un quotidiano a letto. Sapete che vi dico? È qualcosa di grandioso! Tantissime pagine, migliaia di parole, e il tutto per una manciata di monetine. E poi è enorme! Almeno per me che sono abituato a informarmi attraverso le schede del mio browser. Ho sparpagliato le pagine sulle lenzuola. C’erano foto grandi come uno schermo a 17”: neanche un millisecondo di attesa per vederle… Anche saltando le notizie meno interessanti mi ha tenuto occupato per ore, finché non ho iniziato ad avere fame e ho capito che era ora di pranzo.

Dimenticate la crisi delle borse e investite in carta! Sarà il futuro.

17
ago
08

Staccare la spina

Oggi sono finite le pile del mio telecomando. Non è una sciagura. Anzi, l’esercizio fisico di alzarmi per accendere o spegnere la TV non può farmi che bene. Del resto, è l’unico uso che faccio del telecomando.

Però questo piccolo evento mi ha scioccato. Non ricordo neanche l’ultima volta che ho davvero guardato la TV, nel senso di sedermi e guardare un programma ben preciso. Guardo qualche DVD, gioco ai videogiochi, compro cofanetti di serie televisive, ma da quanto non trovo il tempo di guardare quell’imperdibile show del lunedì sera? No, mi dico. Magari lo registro, magari lo guardo in un secondo tempo tramite i servizi on-demand.

Quando ero piccolo, il sabato mattina passavo ore davanti alla TV a guardare i cartoni animati, le pubblicità di giocattoli e tutto quello che lo schermo mi propinava. Ora non più. La mia TV fa quello che io le dico di fare. Sono cresciuto.

03
ago
08

Vita reale

Ieri mattina Karel mi ha trascinato via dalla console per una colazione a champagne per ricordarmi di essere meno giovane di un anno. Era solo la prima parte di una trilogia che includeva anche pranzo e cena. Mi sono divertito da matti e vorrei ringraziare tutti quelli che hanno partecipato alla serata e l’hanno resa speciale.

Sarà un segno dell’età, ma… No, riformulo: sarà un segno del travagliato clima economico, ma ho notato che ieri sera molti miei amici sono tornati a casa presto. Non c’è più l’edonismo di una volta… ma sapete cos’è peggio? Quando tutto è finito anch’io ero davvero distrutto.

15
lug
08

Una stanza tutta per sé

Essere un freelance ha i suoi vantaggi. Sei tu a scegliere progetti e orari di lavoro e hai la possibilità di lavorare con persone che ti piacciono (a volte). In più, di solito lavori da casa: una delle grandi conquiste tecnologiche del mondo moderno. Sono un telependolare, che è come essere un normale pendolare, ma senza l’inquinamento, lo stress, le ore e i soldi sprecati, gli odori, i sedili scomodi e la folla indistinta. La tecnologia mi ha salvato da tutto questo, e io le sono grato.

Però… c’è sempre un però. Devo comunque lavorare con altre persone, anche se sono sparse per tutto il mondo, ognuna nella sua tana remota. Ma sono sempre persone. E come tali hanno tic e manie che, per giunta, vengono anche amplificati (letteralmente) dato che spesso, per lavoro, siamo in contatto tramite cuffie audio. Narcissus canticchia tra sé e sé, Ignatius invece emette una specie di forte ticchettio che potrebbe essere il picchiettio di una penna sui denti (ugh) o la frantumazione delle ossa dell’ultimo addetto al censimento che ha bussato alla sua porta. Anche la mia illustre superiore ha abitudini che possono dare fastidio a migliaia di chilometri di distanza: è una settimana che sente sempre lo stesso album (non a caso, il titolo è “Not Accepted Anywhere”). 

Così il mio ufficio, il mio rifugio, il mio spazio personale risulta perennemente infestato da queste voci immateriali, a tutte le ore del giorno e della notte. I miei continui rimbrotti a bassa voce dovrebbero, prima o poi, far capire agli altri il mio fastidio. Se così non fosse, forse dovrei continuare a parlarne pubblicamente nel blog finché qualcuno non se ne accorge. Mi sembra l’approccio di gran lunga più maturo…

28
giu
08

Il lavoro nell’attesa

Grandioso! Appena la temperatura si alza e i boschi iniziano ad andare a fuoco, il mio condizionatore va in tilt. Sto scrivendo da un caffè lungo la strada, un posto carino e alternativo, non una di quelle catene ipertrofiche in cui ti servono un liquido marrone spacciandolo per latte.

Sono praticamente in esilio da casa mia. Da due giorni che ci torno solo per fare la doccia e dormire. Il tecnico ha detto che sarebbe venuto ieri. L’avete visto?

Ora mi ritrovo a controllare perennemente il telefonino e a tenere d’occhio l’ingresso del mio caseggiato attraverso la vetrina del caffè, in caso arrivi il tecnico… Quindi, oltre a essere in esilio, sono anche intrappolato. Non è certo la situazione migliore per lavorare, ma in compenso gli stuzzichini sono fantastici.

20
giu
08

La strana frutta

Questa settimana sono dovuto tornare a casa perché mia madre non sta bene. Dico “casa” anche se non vivo più lì da anni ed è lontana più di 120 miglia, ma è sempre il posto in cui sono cresciuto e c’è ancora qualcosa, forse l’odore, che mi fa tornare bambino.

Mia madre è una tipa tosta, ma si è rotta l’anca e non può più muoversi come un tempo. Ho dovuto assisterla, portarle a casa la spesa e la posta. Ma capitava che, tornando da un negozio con la spesa, mi rimproverasse per aver comprato una marca sbagliata o perché i peperoni erano troppo verdi o la frutta troppo matura… e aveva sempre ragione. Il fatto è che sono totalmente incompetente. Ormai non sono più un bambino, ma ancora non so scegliere una zucchina. È da troppo tempo che vivo in città, lontano dalla terra, e non so più che aspetto abbia la natura. Dove vivo io la frutta è lucidissima, già incartata e impacchettata per essere venduta. Mi sono vergognato di me stesso. Mia madre, solo una generazione fa, raccoglieva la frutta dagli alberi. Quanto potrei durare in una fattoria? Quanto potrebbe durare la fattoria con me dentro?

Scusate. È l’effetto che mi fa la mia famiglia.

27
mag
08

Conosci il tuo pubblico

Nei giorni scorsi ho scoperto una cosa: c’è gente che davvero legge quello che scrivo. Tre miei amici/colleghi (la “/” è fortemente intenzionale) mi hanno chiesto dell’allegrone del negozio, quindi so che qualcuno legge queste pagine.

“Cosa avrà scritto oggi?”, “Come ci delizierà stavolta il buon Miguel?”, “Quale consiglio ci darà per migliorare le nostre vite?”. Sono solo tre delle domande che non mi faranno mai. No, quelli che leggono queste pagine non sono dei fini intenditori di design, come speravo io. Sembra che riesca ad attrarre solo fanatici della punteggiatura, inguaribili pignoli e moralisti. Ecco perché ho deciso di disattivare i commenti. Se volete esprimere le vostre opinioni, aprite un blog.

Se avessi voluto cedere ai gusti del pubblico, avrei riempito il blog di foto di gattini e filmati di persone in atteggiamenti ridicoli. Quello che voglio, invece, è esprimere punti di vista intelligenti sulla vita, l’arte e la misteriosa attrazione per gli oggetti luccicanti. Se non vi piace, andatevene pure.

Ehi?

C’è ancora qualcuno…?

Ok, ok, avete vinto voi.

kitten_small

12
mag
08

Felicità inspiegabile

Vi capitano mai quei giorni in cui vi svegliate felici senza nessun motivo apparente? Gli uccelli cantano, il sole brilla, il lavoro va bene, il fine settimana è vicino, vi sentite in forma, ottimisti, riposati e tutto sembra possibile nel migliore dei mondi possibili.

Non vi capita mai? Beh, neanche a me.

Però il tipo che lavora giù al negozio sembra essere perennemente felice. Un allegrone patentato. Non è uno che assume strane sostanze psicotrope: è semplicemente uno che pensa in positivo, sorride alla vita. E non è neanche uno che avrebbe molto da essere allegro, dato che sta seduto dietro la cassa dal mattino fino a notte fonda…

Felicità irrazionale. Mi rovina veramente la giornata.

29
apr
08

Seduto e rilassato

So che molti di voi sanno esattamente a cosa io stia lavorando e credetemi, non ha niente da invidiare agli standard estetici di Café con Miguel. È qualcosa di bello, un bel mondo, ma il contratto che ho firmato e gli avvocati non mi permettono di parlarne, quindi per ora non posso dire altro.

Posso dirvi, però, che ho appena comprato una fantastica poltrona in pelle rossa per il mio appartamento e ho cercato di convincere i grafici a crearne un’esatta replica digitale per questo nuovo, splendido mondo di cui vi parlavo. Purtroppo non è stato possibile a causa del copyright. Bah! Me ne farò una ragione…

17
apr
08

Tutto nuovo

La situazione è promettente, la primavera è nell’aria e sembra proprio il momento giusto per ricominciare da zero. Con l’arrivo di un po’ di soldi nelle mie tasche, ho una gran voglia di andarmi a comprare un nuovo notebook per completare il trittico lavoro/blog/computer.

Il problema è che non so scegliere. Ci sono valanghe di portatili interessanti in giro! Chi mi conosce sa che per me un portatile non è solo memoria o processore: è una dichiarazione d’intenti. È il mio unico biglietto da visita quando mi capita di trovarmi in un caffè del centro, quindi deve rispecchiare la mia personalità.

Negli ultimi giorni ho visto una marea di portatili fantastici e ognuno mi chiedeva di comprarlo. Laptop dorati, notebook profumati, portatili foderati in pelle con maniglia cromata per il trasporto.

Sono bloccato dal dubbio della scelta. Se conoscete i miei gusti, datemi un consiglio via email. Se non conoscete il mio indirizzo di posta elettronica… beh, forse c’è un buon motivo.




Iscriviti

Get every new post delivered to your Inbox.