02
giu
09

In superficie

“Ispanico, nazionalità USA, gradisce essere al centro dell’attenzione nel mondo reale e nelle stanze di chat. Polemico ed egocentrico. Si fa guidare dalle emozioni. Parla di ideali, ma poi non li segue. Superficiale”.

Questo è quello che dice il mio “dossier”.

Wow! Nessun tipo di sensibilità, nessun tipo di attenzione verso i sentimenti altrui: tutta la mia identità schiacciata in una trentina di parole. Gli altri affermano di sentirsi “violati”, ma nel mio caso – forse perché la mia personalità è stata completamente stroncata (anche Ignatius ne esce meglio) – è molto peggio.

Come pretendono di conoscermi? Non sanno niente di me! Che fine hanno fatto i video di sorveglianza? E le foto? Almeno avrebbero mostrato al mondo qualcosa di me.

E quel “Minaccia: bassa” mi ferisce ancora di più. “Minaccia: bassa”. Irrilevante. Inoffensivo.

Ma quello che mi avvilisce di più siete voi! Voi che non avete detto niente, che osservavate distrattamente mentre noi venivamo rivoltati da capo a piedi. Credevo che Café con Miguel fosse uno spazio di fiducia reciproca, un piccolo angolo di armonia nel caos dell’universo. È chiaro che vi ho giudicato male. Quindi facciamola finita. Basta così. Da oggi Café con Miguel è chiuso.

14
mag
09

Questione di stile

Spero vi stiate divertendo tutti alla festa. Finora ho incontrato gente davvero interessante, e spero anche voi. Però ero un po’ agitato, non perché speravo che si presentasse una persona particolare, ma perché ero certo che sarebbe arrivato il nemico.

Nelle migliori feste c’è sempre un briciolo di pericolo perché non sai mai di preciso chi può presentarsi. “Oddio, è quel tipo a cui ieri ho rotto la chitarra” o “Oddio è la mia ex con il suo nuovo lui!” Un’unica stanza si riempie di varia umanità e un pugno in faccia è sempre in agguato.

Dunque, qualcuno di voi si è imbattuto in qualche “affiliato” alla Veilcorp durante la festa? Sì, perché c’erano, e ci sono ancora, suppongo. Non voglio dire che quelli della Veilcorp (o i loro affiliati) siano ospiti indesiderati. In qualità di organizzatore della festa non dovrei esprimere giudizi troppo severi, ma in qualità di “angelo custode” di ciò che è giusto e ciò che è sbagliato, ho il dovere di parlare. E quelli della Veilcorp sono dalla parte sbagliata per tante ragioni, tra cui il buon gusto (chi ha mai sentito nominare la Veilcorp? Sono dei parvenu che cercano di impressionare i grandi). Ma che tipi di persone firmerebbero per gente del genere? Veilcorp li chiama “affiliati”. Ignatius li chiamerebbe “collaborazionisti”, e per una volta sono quasi d’accordo con lui.

A questi collaborazionisti vorrei chiedere: “Sapete quello che state facendo? State collaborando perché la Veilcorp vi ha costretti, perché volete fare carriera o semplicemente perché vi piace farlo?” Voi chi temereste di più: i costretti, gli ambiziosi o i sadici?

11
mag
09

Segretissimo

Questo fine settimana è successo qualcosa di speciale. Non posso dirvi tutto. In effetti non posso dirvi niente, ma vi assicuro che ne avrei una gran voglia! Intanto, per prevenire eventuali congratulazioni, vi assicuro che non sto per diventare padre (cavolo, sarebbe uno shock!) e che il mio blog non è ancora il più letto al mondo (ma è solo questione di tempo).

E allora, direte voi, cosa c’è di così straordinario? Britney e Justin fanno un duetto nel mio bagno? Acqua, acqua!

Vi rivelerò tutto (si fa per dire) quando arriverà il momento. Per ora posso solo dirvi una cosa: alphaAFK ha finalmente capito quali sono le sue priorità e ha deciso di farla finita con i litigi e di organizzare una festa. Proprio così. Ma non spargete troppo la voce: è un’indiscrezione. Sshhh, mantenete il segreto. Al più presto vi farò sapere quando e dove.

27
apr
09

Topo di campagna

Odio i bugiardi, ma il mondo ne è così pieno che non si possono evitare. O forse sono io che li attiro, chissà?

Mia nonna diceva sempre: “Donde hay calor hay serpientes”, “Dove c’è calore ci sono i serpenti”. Da piccolo ero terrorizzato perché a San Diego, dove sono cresciuto, fa sempre caldo! Ma ora che mi sono trasferito a Los Angeles ho capito cosa intendeva dire. Più è alta la posta in gioco, più serpenti arriveranno.

Come molti altri sono arrivato qui a bordo di un pullman scalcinato, il classico ragazzo di provincia con vecchi jeans indosso e una pagliuzza stretta tra i denti, alla discreta ricerca del mio angolo di immortalità. Il mio sogno? Unire il mondo con il mio discorso agli Oscar™ dopo aver vinto come miglior regista con un film sulla storia di Versace. Per il momento studio, porto a tavola e collaudo software. Un sognatore tra 10 milioni di altri sognatori. Ce la farò? Ci credo davvero, sono deciso e determinato, ma… riecco i serpenti.

Anche nel mondo virtuale la competizione è spietata. Chi riuscirà a farcela? Forse io, nel mio piccolo, con la mia moralità provinciale, o forse uno degli altri 10 milioni, qualcuno pronto a mentire e a ingannare per farsi strada nei cuori e nelle menti degli altri, per sfondare porte chiuse sacrificando amici e moralità, al solo e unico scopo di arrivare alla gloria?

Forse rifiuto di vedere le cose come stanno, ma sono ancora convinto che il mondo meriti di ascoltare il mio discorso di premiazione.

Quindi, amici miei, voglio mettervi in guardia. Sono in tanti a cercare Xi e la posta in gioco è alta: sento il calore. Perciò occhio alle scarpe, perché credo che i serpenti siano già tra di noi.

20
apr
09

Audacia e bellezza

Siete meravigliosi, tutti curati e agghindati! L’Hub non ha mai visto niente del genere. Ho notato tra di voi anche dei pionieri assoluti che si avventuravano in Home.

I miei preferiti sono ‘|Achilleas|’, ’jawa_juice’ e ‘Ognamos’.

‘Godsgift1888′, quasi riuscivo a vederti vibrare. Avete avuto coraggio. È difficilissimo scegliere i migliori perché avete dimostrato tutti un gran coraggio nel mostrare chi siete veramente. Meritate tutti un grande applauso. Se solo il mondo, là fuori, sapesse fare altrettanto!

Ma ciò che è più importante è che avete dimostrato a me e a Home che basta poco per divertirsi tantissimo.

17
apr
09

Mettiti a nudo!

In seguito agli ultimi sviluppi, è mio piacere annunciare:

IL PRIMISSIMO CONCORSO DI BELLEZZA INTERIORE PER AVATAR

Una “distrattività”

presentato da

CAFÉ CON MIGUEL

Sì, proprio così. Tutti parlano di potenziamento degli avatar e non potrebbe esserci occasione migliore per il primissimo concorso di bellezza interiore per avatar.

Per partecipare, tutto quello che devi fare è spezzare le tue catene ed esplorare ciò che hai dentro.

COME LIBERARE LA TUA VERA ESSENZA:
o Cambia l’aspetto del tuo avatar
o Vai all’Hub.
o Dai un voto alla bellezza interiore degli altri concorrenti usando la nuova funzione dell’HoloPAD (grazie Thom).
o Accetta le valutazioni degli altri.

Ci siamo! Getta la tua armatura e mostra al mondo chi sei veramente!

Una nuova funzione dell’HoloPAD consentirà agli altri di valutare la nuova versione di te, e tu potrai fare lo stesso con loro.

Ricorda, non sto cercando la classica biondona prosperosa con gli occhi azzurri o il bel fusto dalla mascella quadrata. Per questo ci sono già le repliche di Baywatch.

Guardati dentro, in profondità, e cerca di capire come vorresti essere veramente. Lavori in banca, sorridi cortesemente ai clienti, ma hai una segreta passione per i vestiti in pelle? O preferisci gli abiti quadrettati stile tovaglia da pic-nic? Vorresti sapere come ci si sente ad avere un’altra identità sessuale?

Libera il tuo io interiore! Mostra chi sei veramente!

16
apr
09

Sei gradi

Se Xi potesse farti diventare un “essere superiore” all’interno di Home? L’idea è mia, ben inteso! Tutti parlano di “potenziamento avatar”, e di certo ha qualcosa a che fare con la metafora della farfalla.

Tutti gli avatar, in qualche modo, sono dei potenziamenti. Ne ho individuati sei tipi:

1 – Avatar normale
2 – Avatar pompato
3 – Avatar depravato
4 – Avatar sperimentale
5 – Avatar androgino
6 – Über Avatar

1
L’avatar normale, lo dice la parola stessa, è quello che ci assomiglia in maniera più o meno fedele e probabilmente è il tipo di avatar che quasi tutti noi abbiamo.

2
Tuttavia, molti di noi hanno pompato il proprio avatar (magari in maniera discreta) per soddisfare il proprio ego. Un esempio sono seni o pettorali più grandi. Magari non lo facciamo neanche intenzionalmente, e comunque non c’è niente di cui vergognarsi!

3
Questo tipo di avatar è molto intrigante. Ad alcuni piace degradare il proprio avatar, farlo volutamente brutto: una sorta di versione perversa di se stessi oppure qualcosa di completamente pazzoide. Che c’è di male? Ci sono molti modi diversi per esprimersi. Magari in questo caso fioccano le implicazioni psicologiche, ma non fioccano anche altrove? Un applauso!

4
Fare esperimenti con la propria identità sessuale è una pratica ormai piuttosto comune nel mondo reale. Certo, nel mondo virtuale è senz’altro più semplice, ma essere sinceri con se stessi richiede sempre una certa dose di coraggio.

Avrete notato che ho ordinato questi tipi di avatar in base a una scala crescente di complessità psicologica. Desiderare pettorali più grandi è più facile che cercare di cambiare la propria identità sessuale. È una questione che tocca ambiti psicologici, filosofici, storici. Si tratta di un livello più alto di maturità di pensiero, che può portarci anche a…

5
Ehi! E se non ci fosse differenza tra maschi e femmine? Niente più mach0latin0 o goleador o bamb0lina o cheerleader91… la vita sarebbe mooolto meno complicata, ma anche molto più noiosa! È passato qualche anno dalle lezioni di biologia di quando ero studente, ma da quanto mi ricordo la diversità sessuale è finalizzata esclusivamente alla riproduzione. Perciò nel mondo virtuale non è affatto importante: è solo un’ultima testimonianza di una precedente identità, come il coccige è l’ultimo residuo dell’essere da cui ci siamo evoluti. Non possiamo fare a meno dell’identità sessuale per abitudine, perché c’è sempre stata. Ma in un mondo virtuale un avatar androgino possiederebbe il meglio di entrambi i sessi: la forza dell’uomo e la comprensione della donna, l’istinto di protezione dell’uno e l’intelligenza emotiva dell’altra. Non sarebbe né l’uno, né l’altra, ma qualcosa di meglio di entrambi.

Al momento non c’è ancora, ma è lì che porterà la strada dello sviluppo degli avatar.

6
E se riuscissi a trovare un modo per superare le limitazioni dei nostri avatar? Potresti potenziarti fino a sovrastare e oltrepassare tutti gli altri.

Potresti espandere le tue capacità in ogni direzione fino a diventare, non esagero, una specie di semidio. Come cantava Tom Waits: “Nel Paese dei ciechi, l’orbo è re”.
 
E tu chi sei? O chi vorresti essere?

14
apr
09

Trasformazione

In Messico celebriamo il Giorno dei morti. Mia nonna dice che in quel giorno (capita a novembre) i defunti vengono a visitarci trasportati da farfalle. Quando se ne vanno, portano con loro le anime di quelli che sono morti di recente.

Ultimamente ho pensato molto alle farfalle. Ecco cos’ho trovato su Wikipedia: “Zhuangzi [un filosofo taoista] sognò di essere una farfalla che volava leggera e spensierata. Dopo essersi svegliato era confuso, si domandò come potesse determinare se era veramente Zhuangzi quando aveva appena finito di sognare di essere una farfalla o una farfalla che aveva appena iniziato a sognare di essere Zhuangzi”.

Mi piace. Sembra che in luoghi e periodi diversi anche le farfalle simboleggino cose sempre diverse: l’animo umano, il male o la buona sorte, l’amore o le persone amate che vengono a farci visita. Come per ogni cosa, suppongo che ognuno abbia la propria interpretazione.

Ancora più diffusa, almeno nella cultura popolare, è l’associazione della farfalla con il concetto di trasformazione. Madama Butterfly, David Bowie, Papillon, Il silenzio degli innocenti (ok, in questo caso era una falena): sono i primi esempi che mi vengono in mente, e certamente ce ne sono molti altri.

Quindi perché proprio la farfalla, Jess? Ci stai lanciando un maleficio o ti stai trasformando in qualcosa? Qual è la realtà, ragazza?

Qualcuno ha qualche idea?

10
apr
09

Che la storia segua il suo corso

Probabilmente a quest’ora avrete scoperto il sesto frammento e avrete quindi ricevuto una t-shirt. Continuate così! Ma la porta è ancora chiusa. Se, come pensiamo, per aprirla sono necessari tutti i frammenti, ce ne restano ancora da trovare più di una dozzina. Da dove vengono fuori? In questo strano scenario a volte sembra di non andare da nessuna parte. Ma una meta dev’esserci. Nuovi mondi? Cosa ci aspetta?

Beh, se volete un consiglio, non abbiate fretta come il nostro amico Ignatius. Lasciate che il dramma si sviluppi.

Perché lo dico? Perché la porta nell’Hub mi fa venire in mente un monolite, e se è vero che ogni cosa ha un senso, allora questa forma dovrebbe dirci qualcosa.

Ci sono solo due monoliti famosi di cui io sia a conoscenza.

Lo conoscono tutti il monolito nero in quel film di Kubrick, è un classico, ma nel racconto che ha ispirato il film c’è n’è un altro, molto diverso.

Quindi, prima di precipitarvi a cercare la prossima Zona, prendetevi una mezz’oretta per leggere “La sentinella” di Arthur C. Clarke. Occhio all’ultima pagina! I più curiosi di voi potrebbero imparare qualcosa.

09
apr
09

Guardare indietro

Ignatius ha tanta fretta. E tanta rabbia. Se non si offendesse per la mia compassione, direi che mi dispiace per lui: sarebbe molto più a suo agio con le spille vodoo che sto conficcando proprio ora nella sua immagine, giusto, Ignatius?

Sì, queste urla mi fanno capire che il dolore gli piace.

Dunque, riassumiamo: è una coincidenza il fatto che i frammenti che stiamo raccogliendo nell’HoloPAD stiano assumendo la forma della porta dell’Hub? È qualcosa di più di una vaga somiglianza. È un dramma, direi. Ricordate? Nei drammi non ci sono coincidenze. È la prova che ho ragione!

Ma c’è qualcuno che ci sta guidando e sono certo che sia Jess. Provate a immettere la mia data di nascita (ggmmaaaa) nell’HoloPAD. Dev’essere un segno che sono sulla strada giusta.

Come dite? Non conoscete la mia data di nascita? Allora vuol dire che non leggete il blog con la dovuta attenzione…

03
apr
09

Insensibile alla ragione

Stavolta mi rivolgo a un certo inglese con qualche problema di comportamento…

So come sei fatto. Conosci la via che porta ai nostri desideri più ignobili, tra i quali ti piace sguazzare come un maiale nel fango. Ma anch’io ne so qualcosa e tu, mio caro sguazzante maialino, non sei così complesso come vuoi far credere.

Se ti ostini a credere che Xi sia un “tesoro”, è perché sei semplicemente avido. Così, avidamente e ciecamente, insegui il tuo tessssssoro!

Come faccio a dirlo? Beh, i miei mi hanno concepito guardando Betty Blue, mi hanno svezzato con il sottofondo dei melodrammi pomeridiani e mi hanno insegnato a stare zitto mentre la mamma di Bambi moriva: so riconoscere un dramma quando lo vedo. E non c’è niente di più drammatico di quel Monolite, quella grossa porta nera nell’Hub. L’abbiamo vista tutti, tutti ci siamo chiesti cosa fosse di preciso e sono certo che tutti abbiamo provato ad aprirla. È lì per questo. È il fantasma di Barbablù, pronto a risucchiarci e avvinghiarci.

Scordati ogni inconcludente caccia al tesoro intorno al globo. Secondo me, tutto finirà quando scopriremo cosa nasconde quella porta.

27
mar
09

Sfortuna in vista

Se non hai ancora avuto modo di scavare nel codice di Home (e perché no?) e trovare la strana immagine distorta che ha tirato fuori 3lite, l’ho riprodotta qui per te. Ok, è stata un po’ ripulita, ma è ancora piuttosto grezza.

salvaged_001

Non è l’immagine in se stessa a preoccuparmi, ma piuttosto le sue implicazioni future.

Lo sapete, mi piacciono le cose nuove. Nuovo = interessante = divertimento. Ma in questo caso specifico direi che entriamo nel campo dell’”ignoto”. Paura del cambiamento. Alcune persone non possono farne a meno (i pragmatici e i matti, sarei tentato di dire), ma per quanto mi riguarda, io sono più a mio agio con ciò che già conosco: il film del cuore che ho visto 30 volte, lo stesso piatto piccantissimo ogni volta che vedo i miei… Insomma, ciò che è familiare mi rassicura. L’ignoto mi impaurisce perché la fortuna che hai oggi domani potrebbe scapparsene via. Guardo quest’immagine di… che cos’è? È un luogo? Mi dicono che stia mutando, e mentre tutti cercano disperatamente di saperne di più, io penso che invece dovremmo fare un passo indietro. Forse la nostra fortuna è già scappata via.

05
feb
09

Proposito

Avete presente i buoni propositi per l’anno nuovo? Prendi delle decisioni e un mese dopo ti accorgi che ancora non hai fatto nulla. Già. Benvenuti nel mese di febbraio.

Non ho ancora lanciato il negozio di mobili virtuale né sistemato le vecchie sdraio. Non ho ancora scoperto quale sia il mio progetto ideale. Non ho ancora avuto modo di prendermi una pausa dal lavoro che sta diventando sempre più pesante. Ci sono così tanti nuovi spazi in arrivo che hanno dovuto reclutare nuovi tester. Non parliamo con loro. Quei pivelli non hanno vissuto i giorni precedenti al lancio, quando gli uomini erano uomini veri e i loro avatar pure…

Ho trascurato il blog. Chiedo scusa. Ho avuto pochissimo tempo per me stesso nell’ultimo periodo e non è successo nulla di traumatico nella mia vita. Ma non vi preoccupate. Le sventure sono sempre dietro l’angolo. Quindi, attenti a esprimere desideri azzardati!

08
gen
09

Progetti

Home è un successo spettacolare. È fantastico (anche se strano) vedere migliaia di persone ballare e gironzolare al suo interno. Sembrano divertirsi. Stiamo ancora testando nuovi spazi, e alcuni saranno meravigliosi, ma il nostro ritmo sta iniziando a rallentare… Insomma, ho del tempo libero… mi serve un progetto.

Non è che il mio lavoro non mi soddisfi, ma è sempre una buona cosa avere dell’altro al di fuori del lavoro, qualcosa che possa sentire mio. Tutti gli altri hanno trovato qualcosa con cui cimentarsi. Ignatius sta costruendosi una gilda per partire alla conquista del mondo. Jess è via a lavorare sul suo progetto segreto (probabilmente qualche nuovo software sul flusso di lavoro per poterci comandare più efficientemente). Ed eccomi qui, a chiedermi cosa fare di me ora che Home è partito e il grande clamore è scemato.

Forse dovrei iniziare a personalizzare l’arredamento. Magari vendere qualche mobile. Forse virtuale, forse reale. La gente dice sempre che casa mia è bellissima con tutti suoi piccoli tocchi, ma ora questo appartamento è finito. Ho bisogno di espandermi. Idee?

25
nov
08

Grazie, ne faccio a meno

Non ho mai avuto un gran bel rapporto con le vacanze, quindi non mi sconvolge lavorare durante le feste per il Giorno del Ringraziamento. Il lavoro da fare non manca, dato anche che alcuni colleghi del mio team passano questi giorni in famiglia. Non fraintendetemi: anch’io giovedì sera farò un salto a salutare mia madre, ma non mi abbandonerò a quattro giorni di abbuffate come fanno quasi tutti. 

Uno dei problemi di questo telependolarismo internazionale è proprio che non tutti hanno le stesse festività. Ignatius mi ha detto: “Di giovedì?! In che razza di Paese si fissa una vacanza di giovedì?” Ho l’impressione che non abbia ancora mandato giù la Dichiarazione di indipendenza. 

Per quanto mi riguarda, sono contento di non dovermi ingozzare di tacchino. Questo periodo dell’anno di solito è micidiale per la mia linea.

05
nov
08

“Yes we can”, basta saper aspettare

Sono stato sveglio fino a tardi, come gran parte degli Stati Uniti. Ho la sensazione che oggi nessuno riuscirà a concentrarsi completamente sul lavoro.

“Possiamo farcela?”

“Forse tra un po’…”

23
ott
08

Eau de la mer…

Ogni tanto mi piace provare qualcosa di nuovo. Ok, lo ammetto, in realtà sono un fanatico delle novità. Basta una buona campagna pubblicitaria o una sfavillante foto di un prodotto e sono già pronto, appiccicato all’ingresso del negozio prima ancora che apra.

In genere questo mi capita solo con luccicanti articoli elettronici, ma stavolta la mia frenesia si è concentrata su una nuova acqua di colonia. Non spargete troppo la voce, ma diciamo che la scelta del soggetto delle foto pubblicitarie potrebbe aver avuto una certa influenza su questo acquisto.

Normalmente non mi dilungherei troppo a parlare di un dopobarba, ma nel caso di questa specifica fragranza devo fare un’eccezione. Mentre lo mettevo aveva un gran profumo e quando sono uscito avevo anch’io un gran profumo. Fatto sta che, dopo appena un’ora, il tipo seduto vicino a me mi chiede se sento anch’io puzza di pesce (eravamo in un bar, non su un molo). Istantaneamente, comincio anch’io a sentire una puzza di pesce tremenda. Mi sposto, esco, ma l’orrido fetore ittico mi sovrasta dovunque vada. Sia chiaro: non sono uno che non mangia il pesce, anzi mi piace, ma quando è troppo è troppo. È in quel momento che inizio a capire le implicazioni più drammatiche dell’espressione “essere come un pesce fuor d’acqua”.

Ad ogni modo, dopo qualche ora di emarginazione sociale inizio a capire. Per farla breve, non è bastato tornare a casa, farmi una doccia e seppellirmi sotto le lenzuola: per neutralizzare completamente l’odore stamattina sono dovuto ricorrere a una salvifica doccia supplementare.

C’è una morale in questa storia, lo so, ma più cerco di capire quale sia, più si ostina a sfuggirmi.

15
ott
08

Folio pere tuo sankue

Sono tre settimane che sogno questo Primo Drink. Durante le lunghe serate di sobrietà, per ammazzare il tempo, ho pensato spesso a quale sarebbe stato questo Primo Drink. Qualcosa di leggero, per rimettermi in pista gradualmente? Qualcosa di forte, per ripensare subito ai vecchi tempi? Qualcosa di molto forte, per bruciarmi la gola e ricordarmi del perché avessi deciso di fare un mese di pausa?

Alla fine sono stati gli altri a decidere per me. Venerdì sera mi sono incontrato con Karel e altri amici prima di un concerto e tutti hanno iniziato a bere micidiali cocktail spaccafegato. Io ho ordinato un’acqua tonica e mentre li vedevo ridere a crepapelle mi è improvvisamente balenato in testa un pensiero: volevo un cocktail, e ne avevo talmente voglia che li avrei addentati per succhiare il loro sangue alcolico.

Non preoccupatevi, sono riuscito a tenere a freno i miei incisivi, ma ho deciso che il mio Primo Drink sarebbe stato un Bloody Mary. Ed è esattamente quello che ora sto bevendo. Cin cin!

07
ott
08

Ossessione

Capisco, ognuno ha le proprie ossessioni. Mio padre aveva l’abitudine di passare interi fine settimana a colpire una piccola palla bianca su un campo insieme ad altri uomini in pantaloni variamente attillati. Capisco anche che altri invece abbiano l’ossessione del lavoro: pazzi fortunati che amano i loro impieghi e non vorrebbero mai staccare per tornare a casa.

Attualmente lavoro con un gruppo piuttosto vario di individui accomunati dall’interesse per i giochi. In alcuni casi, tuttavia, si tratta di un interesse che raggiunge livelli patologici, direi.

Per farvi rendere conto del grado di ossessione basta dire che, in confronto a loro, io sembro misuratissimo. Ignatius è un fanatico degli MMO. Jess lavora e gioca, gioca e lavora e non riconosce più la differenza. E 3lite è uno che non smette di giocare finché non ha superato ogni livello sconfiggendo ogni singolo avversario che incontra.

Quindi, anche se i miei amici tendono a considerarmi come il classico genietto informatico (ma alla moda!) che se ne sta sempre in casa, vorrei puntualizzare che invece sono semplicemente un normalissimo ventitreenne con una vita sociale attiva e un atteggiamento positivo nei confronti dell’intrattenimento digitale.

In altre parole, avrei potuto essere peggio.

28
set
08

Che bello la mattina l’odore del caf… ma che diavolo è!?

Tra i regali che ho ricevuto per il compleanno c’è anche una sontuosa, sfavillante macchina per cappuccino (grazie, Karel) rosso fuoco con le finiture cromate. È un aggeggio fantastico, curato nei dettagli ed esteticamente superlativo. Il problema è che mi fa pensare all’assurdità del procedimento. Prima alcuni grani di caffè vengono irrorati da flussi d’acqua forzati, poi viene aggiunta la lattazione montata e a ridotto contenuto di grassi di un bovino che non ho mai visto e infine un spolveratina di una diversa miscela di semi e latte, il tutto grazie a un aggeggio metallico rosso fiammante. Chi diavolo può averci pensato?

I cinesi hanno la loro secolare cerimonia del tè, gli aborigeni bevono stranissimi intrugli, per non parlare poi della bizzarria, se ci pensate, di fumare il tabacco. In tutti i casi si tratta di riti più o meno religiosi. Il caffè, invece, è qualcosa di più laicamente culturale. In altre parole, immaginate quanto sarebbe più difficile invitare qualcuno a salire da voi senza la scusa di offrire un caffè.




Follow

Get every new post delivered to your Inbox.